Domande frequenti sui sistemi alta pressione

Il sistema adiabatico ad alta pressione bagna le persone?
No. A condizione che venga dimensionato, posizionato e gestito correttamente il sistema non bagna.
L’atomizzazione crea umidità quindi sensazione di minore comfort?
La nebulizzazione crea umidità che deve essere correttamente tenuta nei parametri grazie al controllo elettronico e alla giusta circolazione dell’aria ambiente
Si può utilizzare il sistema in ambienti chiusi quali uffici, negozi, abitazione?
Generalmente il sistema prevede l’applicazione in ambienti molto bene areati, quindi è sconsigliabile l’utilizzo in ambienti ristretti che non siano provvisti di uno adeguato scambio con l’esterno
Di quanto si può abbattere la temperatura?
In coerenza con le condizioni termo igrometriche della giornata si possono abbattere in media dai 4°C sino a 7°C. Tale valore è tuttavia strettamente correlato alla qualità della circolazione dell’aria ed all’umidità della giornata. Il flusso atomizzato può avere una temperatura inferiore sino a 14°C.
Quali sono le condizioni ideali per tale applicazione?
Temperature elevate, umidità ambiente molto bassa, discreta areazione
Quali le controindicazioni?
Non utilizzare il sistema sotto i 27°C o in giornate con umidità relativa troppo elevata (>75%) in ambienti perfettamente chiusi.
Che acqua è opportuno usare per alimentare il sistema?
Normale acqua di rete.
L’acqua di alimentazione deve essere addolcita?
Non necessariamente, benché un’acqua addolcita permetta una forte riduzione della manutenzione agli ugelli che si andranno ad occludere con minore frequenza. L’acqua ideale ha una durezza di 5° Francesi.
È indispensabile la sanificazione dell’acqua?
Se l’acqua di prelievo è salubre e batteriologicamente analizzata non presenta carica batterica, un utilizzo regolare dell’impianto che eviti periodi di prolungato disuso, non richiede necessariamente la sanificazione
Quando è necessaria la sanificazione?
Se dal punto di prelievo dell’acqua di rete sussiste una carica batterica bisogna prima porre in salubrità la condotta. In seguito è opportuno sanificare le linee che siano soggette a prolungata inoperatività, con tempi superiori alla settimana. Sono da escludersi i prelievi da accumuli e serbatoi d’acqua, nei quali la bassa circolazione rende l’ambiente ideale alla riproduzione batterica e quindi inidonei all’utilizzo civile. Solo a condizione che essi vengano sanificati con elevata frequenza possono essere utilizzati senza rischio.
Il consumo idrico è elevato?
Ciascun ugello può dissipare in genere da due a cinque litri d’acqua l’ora. Le portate d’acqua sono sempre di facile gestione anche dalla normale utenza domestica. Per risparmiare risorse si può utilizzare l’atomizzazione alternata da brevi pause, possibili grazie al sistema di gestione elettronico.
L’alta pressione è causa di rischi per le persone?
Certamente no. La portate dell’acqua sono molto ridotte e le tubazioni hanno margini di sicurezza tre volte superiori alla pressione d’esercizio. I casi di perdite sono oltremodo rari e le quantità d’acqua perduta esigue.
Posso alimentare da un serbatoio la centralina atomizzatrice?
Sebbene sia tecnicamente possibile è fortemente sconsigliato per ragioni di qualità dell’acqua e della sua sanificazione. Usando accumuli idrici è facile incontrare problematiche di cariche batteriche incontrollabili, rischiose per la salute umana
È meglio una linea di soli ugelli o essi devono essere supportati da ventilazione?
Certamente la ventilazione aiuta in modo particolare sia la totale evaporazione che l’abbattimento della temperatura, inoltre rende possibile il localizzare il punto in cui mi interessa raffrescare. La nebulizzazione statica è, quando possibile, sconsigliabile. La volatilità dell’acqua atomizzata è notevole e si rischia la dispersione dell’effetto.
È possibile raffrescare in un ambiente industriale delle zone molto delimitate?
Sicuramente sì. È uno dei motivi di maggiore elasticità applicativa di questi sistemi, che possono operare in modo ben circoscritto e funzionale all’applicazione prescelta, sia essa il raffrescare persone, processi o prodotti semilavorati.
Il consumo elettrico è elevato?
È molto contenuto. Rispetto ad un impianto di condizionamento può arrivare ad assorbire appena 1/30. In genere i valori di consumo sono affrontabili anche da una utenza domestica senza problematica alcuna.
Come posso valutare un impianto idoneo alle mie necessità?
Inviandoci una pianta, od alcune immagini rappresentative l’ambiente interessato, si potrà avere un supporto informativo di massima. Idealmente un corpo ventilante può coprire un’area di 35-50mq, mentre una linea di ugelli può raffrescare l’area sottostante sino ad una distanza di circa 3mt dalla parete sulla quale è fissata. Per sapere quale sia il modello di centralina più corretto rivolgetevi ai nostri uffici commerciali.
La manutenzione è difficoltosa?
No, è assai semplice e rapida. Se col tempo gli ugelli possono presentare incrostazioni di calcare, sarà sufficiente sostituirli con ugelli puliti a corredo e lavare con aceto o anticalcare quelli incrostati, pronti per il successivo riutilizzo. E’ necessario ricordarsi di svuotare le linee dall’acqua se destinate a essere inattive per oltre un mese, questo per prevenire la crescita di biofilm nelle tubazioni. Ricovero e riarmo sono fondamentali per la longevità dell’impianto.